Dopo il 3-0 al Benelli, datato 19 ottobre, le tre antagoniste erano a braccetto al primo posto con 24 punti. Ma alla fine del girone di andata, Marchionni era campione d’inverno con un punto di vantaggio su Bucchi. Dopo il giro di boa gli amaranto sono cresciuti, i romagnoli hanno accusato un calo evidente. Tomei invece continua a sperare grazie al fattore campo

L’Arezzo ha messo un cuscinetto di sicurezza tra il primo posto e le inseguitrici. Decisivo è stato l’inizio del girone di ritorno, con gli amaranto che hanno raccolto 13 punti su 15, sorpassando il Ravenna e allungando sull’Ascoli in classifica. I numeri dopo il giro di boa sono emblematici: Bucchi in cinque giornate ha messo in fila quattro vittorie e un pareggio, segnando 7 gol e incassandone uno solo, con Venturi imbattuto da 420 minuti. Un cammino regolare e d’alto livello, una sgassata che ha fatto quasi il vuoto alle spalle.

Per rendere l’idea, basta dare un’occhiata alla classifica alla fine del girone di andata. Il Ravenna aveva messo le mani sul titolo di campione d’inverno con 41 punti all’attivo. L’Arezzo stava una lunghezza dietro e l’Ascoli a quota 34. La pausa per le festività ha rivitalizzato gli amaranto e ha imprevedibilmente fiaccato i romagnoli: per Marchionni solo 5 punti a gennaio (una vittoria, due pareggi, due sconfitte), con 5 gol all’attivo e 6 al passivo. Un pochino meglio, ma non troppo, è andato Tomei: 9 punti grazie a tre successi su tre in casa contro Ternana, Perugia e Livorno, sporcati dalle due sconfitte esterne con Pianese e Juventus Next Gen. Per i marchigiani 8 gol realizzati, 7 incassati.

L’Arezzo, nonostante la flessione di dicembre (2 punti nelle ultime tre giornate), si sta confermando la squadra più regolare. Dopo lo scontro diretto vinto a Ravenna il 19 ottobre, la classifica vedeva le tre antagoniste a braccetto al primo posto con 24 punti in dieci giornate. Dopo il colpaccio di Ascoli del 23 novembre, al comando c’erano gli amaranto e il Ravenna con 35 punti, mentre i bianconeri erano scivolati a -7. Il Ravenna balzò in vetta in solitaria due settimane più tardi, approfittando della sconfitta dell’Arezzo a Livorno: 41 punti contro 38 (Ascoli a 32), un margine che non è bastato a neutralizzare il successivo calo di risultati.

In ogni caso, c’è ancora da combattere. Il primo marzo si gioca Arezzo-Ravenna (ore 17.30), l’8 marzo Ascoli-Ravenna, il 29 marzo Arezzo-Ascoli: tre scontri diretti che avranno un peso determinante nello scrivere la classifica finale.