Renzi in campo novanta minuti dopo un girone intero: l’ultima volta era successo con il Carpi all’andata. Chiosa stavolta balla e traballa, non granché la centesima in amaranto per Mawuli, Chierico sballottato dai mediani avversari. Pattarello tra sussulti di classe e lunghe pause, Tavernelli in versione gregario. Piccolo spezzone per l’ex Cortesi, fischiato dai tifosi locali
Le pagelle di Carpi-Arezzo.
VENTURI 7 Dentro la sua serata al Cabassi c’è tutto ciò che caratterizza questo periodo: un’uscita palla al piede fin sulla trequarti, in stile Higuita dei bei tempi, segno di sicurezza consolidata; un paio di riflessi sopra la media, che disinnescano occasioni gol biancorosse; la buona sorte appollaiata sulla spalla, che ormai è un’alleata di ferro e sposta verso i legni della porta quei palloni che un umano non può prendere. Tutte queste robe mischiate insieme fanno 615 minuti d’imbattibilità.
RENZI 6 Non giocava novanta minuti tutti interi, udite udite, dalla partita con il Carpi del girone d’andata. Un recupero importante il suo, che ha birra e gamba come nessun altro in quel ruolo. La prestazione c’è, seppure con tutte le fisiologiche titubanze del caso e con Rigo che nel secondo tempo gli procura un bel po’ di lavoro da sbrigare.
GILLI 7.5 Dopo aver inibito Chesti della Pianese con un salvataggio provvidenziale, concede il bis sul tiro di Rosetti destinato all’angolo. Un intervento a corpo libero il suo: coordinazione perfetta, scelta di tempo impeccabile, pallone deviato in corner. Oltre vent’anni dopo, riesuma il ricordo del tackle spettacolare di Paolino Scotti contro il Novara, quando tutto lo stadio si alzò in piedi per applaudire. Diversa dinamica, stessa pasta. Ammonito, salterà il Gubbio.
CHIOSA 6 Balla, traballa ma trova (quasi) sempre il modo per cavarsela. Partita più spigolosa di altre volte, con i due trequartisti del Carpi che si ritagliano spazi e giocate per sollecitare la linea amaranto. Distratto e fortunato dopo il 90′ quando si perde Stanzani, che al volo di destro centra il palo. Ringhioso su Sall, lucido nel gestire i pericoli e anche nel prendere l’ammonizione per perdita di tempo al minuto 89. Assente nella prossima gara, ci sarà con il Ravenna.
RIGHETTI 6 Pari e patta con Verza, che come lui è un cursore di fascia bello veemente. Prende una legnata intorno alla mezz’ora e Bucchi lo lascia negli spogliatoi durante l’intervallo (1′ st Di Chiara 6 Esordio in amaranto dentro un secondo tempo tra i più scombinati tecnicamente della stagione. La squadra non riesce a fraseggiare, lui capisce l’antifona e gioca lungolinea una marea di palloni, optando per la soluzione più semplice e intelligente. Si vede che ha padronanza).
MAWULI 5 Titolare dopo un mese e mezzo, dalla magica notte di Forlì in cui mise dentro al 91′ il gol che ha svoltato la stagione. La sua centesima con l’Arezzo non è il massimo della vita, anche perché al 21′ prende il giallo e gioca condizionato. L’anno scorso al Cabassi segnò un gran gol davanti al settore, stavolta due colpi di testa non vanno a buon fine e resta in campo solo 45 minuti (1′ st Ionita 6 Si districa con ordine dentro una partita in cui l’Arezzo diventa piano piano l’attore non protagonista. Senza fronzoli, però con il cervello inserito).
GUCCIONE 6.5 Due gol in stagione, entrambi dalla bandierina del corner: per ritrovare numeri del genere, così a occhio e croce, bisogna tornare ai tempi di Palanca. La sua traiettoria maligna, resa vincente dall’ingenuità di Sall che mette fuori gioco Sorzi, cade dopo novanta secondi e decide il match. Di lì in poi, poche cose da Guccione vero, con il Carpi che va a pressarlo con ferocia e senza sconti. Applicatissimo nella fase difensiva (30′ st Cortesi ng Piccolo scampolo di gara nel suo vecchio stadio, contro gli ex compagni e sotto i fischi dei pochi ma traditi tifosi carpigiani).
CHIERICO 5 Venti minuti con il motore a pieni giri, poi cede l’iniziativa alla mediana avversaria che lo sballotta qua e là. Non va troppo meglio nella ripresa, nonostante lui abbia questi guizzi improvvisi che lo riaccendono in un baleno. Deve ritrovare quella continuità esibita durante il girone d’andata, anche se l’Arezzo adesso gioca partite diverse per interpretazione e approccio e bisogna tutti adeguarsi.
PATTARELLO 6 Bucchi lo richiama, lo sprona, lo incita, lo rimprovera, specie nel primo tempo quando gioca davanti alla panchina. Lui alterna qualche sussulto di classe a lunghe pause. Comunque calcia in porta in più di una circostanza e due volte è bravo Sorzi a negargli il gol (41′ st Varela ng).
RAVASIO 5 Pure lui bersagliato dai richiami del mister, ai quali a un certo punto replica con un gesto tra lo sconsolato e l’innervosito. Il cliché della gara non è il massimo della vita, con questi palloni scomodi da gestire spalle alla porta e un lavoro di raccordo che va a buon fine solo sporadicamente. Una notte di sacrificio senza ricompense (26′ st Cianci 6 Ammonito per un gomito troppo largo, poi un tiro dalla distanza che sibila nei pressi del palo, quindi una dose di sana bellicosità nel finale in cui il Carpi arremba e l’Arezzo fa opposizione).
TAVERNELLI 6 Un’occasione dalla sua mattonella per raddoppiare in avvio di match. Dopodiché combina pochissimo dalla metà campo in su ma si fa apprezzare dalla metà campo in giù, rinculando a ridosso dell’area, andando a contrasto, facendo encomiabilmente il gregario.












