(foto Uc Sampdoria)

Un impianto per due squadre, Genoa e Samp, inaugurato il 22 gennaio 1911 e tra i più affascinanti d’Italia. Intitolato all’ex capitano rossoblu, caduto durante la prima guerra mondiale, è spesso chiamato semplicemente Marassi dal nome dell’omonimo quartiere. La sua storia racconta di grandi partite e di aneddoti curiosi, con il record di presenze stabilito nel derby del 1982: 57.815 spettatori sugli spalti. Ristrutturato per i Mondiali del 1990, potrebbe ricevere un nuovo restyling per gli Europei del 2032

L’Arezzo entra nella storia e incontra la storia. Inizio enfatico dell’articolo ma ci sta, ogni tanto è bene esaltarsi perché i tormenti sono sempre dietro l’angolo. Questa volta invece sarà estasi allo stadio Luigi Ferraris di Genova, impianto intitolato al capitano del Genoa, caduto durante la prima guerra mondiale. L’impianto è spesso chiamato semplicemente Marassi dal nome dell’omonimo quartiere. Se da una parte gli amaranto incontrano una delle squadre più giovani del panorama calcistico italiano, l’eterna ragazza del ’46, la partita si giocherà in un palcoscenico talmente ricco di memoria che a volta la storia diventa leggenda.

Pensate infatti che l’inizio della prima edificazione dello stadio è incerta, anche se in genere viene scelto come giorno simbolico il 10 luglio 1910 quando il presidente del Genoa Edoardo Pasteur accettò l’idea di costruire un campo da calcio all’interno del galoppatoio situato nel complesso della Villa Centurione Musso Piantelli, residenza cinquecentesca tuttora esistente a ridosso dell’ingresso dei distinti.

Il 22 gennaio 1911, in occasione della partita tra Genoa e Inter, lo stadio fu ufficialmente inaugurato con il nome di Campo Sportivo Genoa Cricket & Football Club di via del Piano. Il nuovo terreno di gioco sorgeva parallelamente alla più antica Cajenna, il campo sportivo della Società Sportiva Andrea Doria, che dal 1902 disputava i suoi incontri di calcio sull’infuocato terreno situato a Marassi. I due campi da gioco erano separati da uno steccato per il quale il Genoa riceveva dai cugini dell’Andrea Doria 1.000 lire di indennizzo più 200 lire annuali per la manutenzione.

Alla fine del 1926 la Cajenna fu dichiarata inagibile dal regime fascista e il Genoa sfruttò l’occasione per comprare il terreno adiacente dall’Andrea Doria, offrendo 20.000 lire per un pacchetto unico: campo sportivo a portiere rivale, l’ottimo Manlio Bacigalupo. Avvenne così che su questo spazio, a nord del campo genoano, si decise di costruire una delle due nuove gradinate in cemento. Sia perché realizzata per prima, sia per spregio ai rivali, questa divenne anche la nuova sede del tifo più caldo della tifoseria genoana. Con i lavori ancora in corso nel 1933, ci fu una prima inaugurazione che vide i 20.000 spettatori di sponda rossoblù assistere al match contro lo Young Boys e vincere per 3-1. Durante la cerimonia di intitolazione dello stadio fu sotterrata, in prossimità della porta di gioco situata sotto la Gradinata Nord, la medaglia d’argento al valor militare di Luigi Ferraris. La consacrazione come impianto moderno e di importante capienza per l’epoca (30.000 posti) avvenne il 27 maggio 1934 quando fu giocata la partita dei mondiali tra Spagna e Brasile terminata 3-1.

Per il Ferraris il record di spettatori in una partita di campionato appartiene al derby Genoa-Sampdoria 1-1 del 28 novembre 1982, undicesima giornata della Serie A 1982-83, quando si registrarono 57.815 presenze. Non era difficile in quel periodo sfiorare le 60.000 presenze allo stadio.

La storia recente racconta della ristrutturazione per Italia ’90 avvenuta tra il 1987 e il 1989. Incredibili, soprattutto pensando a oggi, le fotografie dell’epoca in cui si vedono le mezze gradinate già pronte e stipate di tifosi e l’altra metà del settore demolita e in ricostruzione. Il nuovo Marassi è uno stadio all’inglese, di fatto l’unico in Italia, tutto vicino al campo e coperto. Una scelta saggia e di prospettiva che paga ancora oggi, nonostante alcuni oggettivi miglioramenti necessari. Da anni infatti è iniziato il tira e molla sulla riqualificazione (i tifosi amaranto si renderanno conto abbastanza bene che l’impianto è tenuto veramente male), su chi deve pagarla, dove trovare i soldi, che vede coinvolti vari attori tra cui Samp e Genoa, il consorzio di società private Stadium che gestisce la struttura al 2012 e il Comune di Genova. La sensazione è che l’avvicinarsi degli Europei 2032 potrebbe sbloccare fondi e lavori assolutamente necessari per riportare lustro al Ferraris.