L’impianto è dedicato a Libero Marchini, Achille Piccini, Paolo Vannucci e Bruno Venturini, calciatori carrarini che vinsero i Giochi olimpici di Berlino del 1936. Il primo impianto utilizzato dal club venne ristrutturato nel dopoguerra e inaugurato a gennaio 1955. Negli ultimi anni è stato rifatto il terreno di gioco, adesso in erba sintetica, potenziata l’illuminazione e posati i seggiolini sulle gradinate. Dal 2024, dopo la promozione in B, i tifosi della curva Lauro Perini sono sistemati nel nuovo settore, una struttura in materiali metallici prefabbricati a ridosso del campo
Fino al 5 maggio 2018 Carrara era una trasferta come le altre, forse anche di poco fascino. Una delle tante in Toscana, senza gli stimoli di Pisa o Livorno e nemmeno di Siena. Poi il calcio che governa le nostre vite ci ha fatto lo scherzo della battaglia totale e Carrara è diventata Carrara. Quando si pronuncia questa parola scatta in automatico il pensiero “io c’ero” e il nome della città viene abbinato alla sintesi di un anno di tormenti conclusi in un giorno di estasi.
Le poche motivazioni sportive si accompagnavano anche a quelle legate allo stadio dei Marmi. Nome altisonante ma in sostanza distante dalla concezione di stadio da calcio, stante le tribune basse e lontane dal campo, con un enorme fosso divisorio tra spalti e terreno di gioco. Possiamo solo immaginare la gioia e la meraviglia dei tifosi della Curva Nord Lauro Perini quando dopo l’estate 2025 si trovarono a pochi metri dal campo nel nuovo settore, una struttura in materiali metallici prefabbricati costruito all’interno del catino murario degli spalti.
Il nome dell’impianto si completa in “Stadio comunale dei Marmi – L. Marchini, A. Piccini, P. Vannucci, B. Venturini” in omaggio ai quattro calciatori originari di Carrara presenti e vincenti ai Giochi olimpici di Berlino del 1936. Libero Marchini, Achille Piccini, Paolo Vannucci e Bruno Venturini facevano parte della squadra che il 15 agosto 1936 superò l’Austria nella finale del torneo, conquistando quello che rimane l’unico oro olimpico della nazionale italiana di calcio. Un successo di tale portata che spingerà la giunta del Comune di Carrara a intitolare l’impianto il 12 settembre 2005 “per i motivi espressi in premessa, in memoria dei quattro atleti carraresi”.
Nel secondo dopoguerra la Carrarese dovette lasciare il proprio storico campo da gioco, la cosiddetta Fossa dei Leoni, data l’inadeguatezza della struttura al campionato di serie C. L’amministrazione comunale decise infatti di costruire un nuovo impianto nel quartiere Perticata, presso il parco della Rimembranza, al tempo zona profondamente degradata. L’ambizioso progetto si ispirava in miniatura allo stadio Olimpico di Roma, quindi su pianta ellittica, dotato ovviamente di pista d’atletica, espressamente richiesta da ambienti ministeriali, in quanto il territorio apuano era stato giudicato carente di tali infrastrutture e con sole gradinate scoperte. La tribuna coperta da 600 posti fu infatti aggiunta solo successivamente. La capienza originaria era di poco inferiore ai 10.000 posti e l’inaugurazione avvenne in data 9 gennaio 1955 con la partita tra Carrarese e Piombino, conclusasi sul risultato di 1-1. Solo negli anni ’80 l’impianto venne dotato di illuminazione, mentre la pista d’atletica, priva di manutenzione, scompariva progressivamente tra l’erba incolta.
Nel 2013 si apre il decennio terribile per lo stadio di Carrara che, come per moltissimi altri impianti italiani, si scopre improvvisamente inadeguato al calcio e alle manifestazioni pubbliche. Viene rifatto il terreno di gioco in erba sintetica, ma allo stesso tempo la vetustà dell’impianto inizia a limitarne la fruibilità: nel 2018 l’impianto fu addirittura dichiarato inagibile, salvo essere poi riaperto a capienza ridotta e solo limitatamente alle gradinate scoperte. Nel 2019 furono posati i seggiolini su parte delle gradinate e venne implementato l’adeguamento dell’impianto di illuminazione in conformità ai criteri infrastrutturali di serie C. Ad agosto 2023 venne finalmente riaperta la tribuna centrale ristrutturata, permettendo di portare la capienza generale a 3.520 posti a sedere. Nello stesso anno il Sestri Levante, promosso in serie C dopo vari decenni d’assenza e impossibilitato a giocare nel proprio stadio (chiuso per adeguamenti), utilizzò momentaneamente lo stadio carrarese come terreno interno.












