Voti alti per gli amaranto dopo la bella prestazione, con vittoria sonante, in casa del Pontedera. Renzi si conferma, in crescita Righetti, buona la prima di Cianci. Pattarello: assist per l’1-0 e poco altro

Le pagelle di Pontedera-Arezzo 0-3.

CHIERICO 7.5 La naturalezza e la disinvoltura con cui propone le giocate, anche quelle più difficili, ne testimoniano la bontà dei fondamentali. Segna un gol su schema d’angolo, il che è già una notizia, e lo segna con un bel mix di tecnica, precisione, concentrazione. Qualità in rapidità in mezzo al campo, già 2 reti in questo avvio di stagione e Dio solo sa quanto ci sia bisogno di centrocampisti che la buttano dentro (14′ st Iaccarino 6.5 Entra bene, con quel passo a frequenze ravvicinate che gli consente di seminare gli avversari senza perdere il controllo del pallone. Gioca con Mawuli di fianco nel 441 dell’ultima mezz’ora. E mette a referto uno spezzone da pollice su).

TAVERNELLI 7.5 Sesto gol sotto la gestione Bucchi, il quinto sullo 0-0. Sarà anche una casualità ma magari anche no. E’ in fiducia totale, affonda e ripiega, accelera e contrasta. Confermata l’impressione delle prime uscite stagionali: quest’anno può arrivare in doppia cifra (30′ st Perrotta ng Venti minuti complessivi con la solita verve).

RENZI 7 Conferma i lustrini esibiti all’esordio contro il Forlì. Spinge che è una bellezza, annienta Bassanini nel duello sulla fascia e dimostra una confortante crescita anche in fase difensiva, che era (è) il suo tallone d’Achille. Galvanizzante l’allungo di ottanta metri per andare a sovrapporre su Varela, che poi la palla non gliela dà. Ma quella fuga a tutto gas resta il biglietto da visita della sua adrenalinica serata.

GUCCIONE 7 Il povero Tarantino tenta per una mezz’ora di pressarlo e togliergli linee di passaggio. Poi desiste. Immarcabile il play amaranto, ispirato nel trovare sia i corridoi interni che quelle meravigliose sventagliate a lunga gittata, con la palla che viaggia immobile, senza rotazione, a cinquanta metri di distanza. Ammonito dopo 18 minuti, un vizietto che si deve ancora togliere. Esce perché Bucchi deve rimettere a posto la squadra, menomata dal rosso a Chiosa (17′ st Gigli 6 Mezz’ora positiva. Sul pezzo).

VENTURI 6.5 Disoccupato per 80 minuti. Poi vola a disinnescare il tiro potente e preciso di Perretta. Per il resto, un’ora e mezza di relax assoluto. Terza gara ufficiale della stagione, terza volta titolare. Ormai si può dire che ha relegato in panca Trombini.

GILLI 6.5 Le titubanze venute a galla nel finale della scorsa stagione sembrano ben riposte nel cassetto. Non indugia mai, è sempre piazzato al posto giusto e nel modo giusto. Andolfi è tenero tenero, Nabian un po’ più spigoloso, ma i rischi sono pari allo zero. Non male nemmeno nei cambi gioco.

RIGHETTI 6.5 Un passo avanti rispetto a vecchie prestazioni. Più risoluto, più cattivo, più presente. Non male quando spinge, tignoso quando deve difendere. Si attende riprova contro avversari più consistenti.

MAWULI 6.5 Metamorfosi in atto. Non più solo uomo d’intercetto, di muscoli e quantità. Con l’Arezzo che dilata le percentuali di possesso, deve anche smistare, aprire il gioco, trovare il compagno. E andare in pressione con i tempi giusti, come quando deruba Ladinetti del pallone e lo offre a Cianci per il gol. Poi Burlando annulla ma la sostanza non cambia.

CIANCI 6.5 I 196 centimetri che madre natura gli ha dato, li sfrutta tutti per saltare in testa a Vona e Corradini, per fare sponda, per spizzare. Efficace anche nel giocare con i piedi, con Chierico che ne beneficia due volte. Un gol annullato, uno sfiorato in virtù del riflesso di Vannucchi. Non male la prima in amaranto (30′ st Ravasio ng Si dà da fare, battaglia. Chiama palla una, due, tre volte a Varela che invece preferisce buttarla dentro in prima persona, senza servirlo in area. Sarà per la prossima).

PATTARELLO 6 L’assist per Tavernelli è un pezzo tipico del suo repertorio: basti pensare alle stesse traiettorie che metteva in testa a Gucci due stagioni orsono. Di lì in avanti s’impantana e resta invischiato dentro il match. Pochi lampi, pochi guizzi. Bucchi lo toglie, lui accetta con l’espressione un po’ così (14′ st Varela 8 La dinamite che deflagra, il fulmine che spacca. Il Pontedera si sbilancia per profittare dell’uomo in più e lui, in quegli spazi che si aprono, affonda come lama nel burro. Si crea tre occasioni, alla terza centra il bersaglio grosso. Potenza pura).

CHIOSA 5 Burlando ha il cartellino eccessivamente facile e la direzione di gara del Mannucci non passerà alla storia come esempio di lucidità. Ma i due cartellini che rimedia non fanno onore alla sua esperienza: passi il primo, speso per arginare un’azione potenzialmente di pericolo, ancorché lontanissima dalla porta, mentre il secondo è ingenuo e improvvido. Uno come lui doveva leggere meglio il contesto. Amen.