il cross di Righetti per il gol dell'1-1

Venturi bucato su rigore: l’ultimo gol su azione l’ha incassato il 20 dicembre a Sassari. Righetti decisivo con l’assist per l’1-1. Cianci a segno da subentrato dopo la settima panchina consecutiva. Chierico superficiale nel fallo da rigore su Spini, Iaccarino rischia l’espulsione e Bucchi lo toglie nell’intervallo. Pattarello generoso ma senza guizzi, Tavernelli impalpabile. Buon esordio per Viviani che colpisce un palo clamoroso al 95′

Le pagelle di Arezzo-Ravenna.

VENTURI 6 Bucato da Fischnaller dopo 744 minuti. Stavolta intuisce la traiettoria del rigore ma, a differenza di quanto successo a Forlì e Guidonia, non ci arriva. Può consolarsi con un altro dato statistico: l’ultimo gol su azione l’ha beccato da Starita a Sassari. Sono passati due mesi e mezzo. Con il Ravenna, tutto considerato, un pomeriggio senza grattacapi.

RENZI 6 Spazi da attaccare non ve ne sono. La partita è arida da subito, con il blocco basso degli avversari a fare densità dentro la metà campo. L’assistenza a Pattarello funziona a sprazzi, però quando c’è da fare legna è combattivo e puntiglioso.

GILLI 7 Rientro proficuo il suo, senza scorie dopo la squalifica. Aitante e vispo nelle letture, come quando rintuzza un tentativo di Tenkorang del primo tempo. Il solito Gilli di quest’anno: coriaceo, spigoloso, difficile da superare. A Okaka concede solo qualche sponda di buona fattura, il minimo sindacale.

CHIOSA 7 Sicuro, senza ansie dentro una partita che poteva minare i consueti equilibri psicologici della squadra, con tutto quel pubblico e l’adrenalina che si respirava. Regista aggiunto nel primo tempo, lucido fino all’ultimo minuto nel pulire l’area di rigore.

RIGHETTI 6.5 Comincia con il gas premuto, poi è tra quelli che soffrono di più. Dopo lo 0-1 la squadra si smarrisce per una mezz’oretta a cavallo della pausa per il the caldo: lì commette errori e va in difficoltà. Non si fa irretire dall’andazzo e recupera brillantezza non appena l’inerzia della gara torna dalla parte amaranto. Suo il cross da cui scaturisce il pareggio, sue anche altre cose buone nello spezzone conclusivo.

CHIERICO 5.5 Mezz’ora sui livelli di Gubbio: arrembante, mobile, ispirato. Il rigore causato da un un intervento superficiale su Spini, con un pestone evitabile, lo condiziona e ci resta sotto: non trova più la marcia, giocando in modo confusionario fino al cambio (23′ st Viviani 6.5 Considerando che non disputava una gara ufficiale da nove mesi, il giudizio è positivo. Con la partita confinata negli ultimi trentacinque metri, deve coprire poco campo senza affanni atletici per dedicarsi soprattutto al palleggio. Apprezzabile la pulizia nelle giocate, con quel palo clamoroso al 95′ che avrebbe potuto regalargli un debutto memorabile).

GUCCIONE 7 Tenkorang va a dargli fastidio a fasi alterne, preoccupandosi per lo più di attaccare l’Arezzo tra le linee e in profondità. Così a lui resta una salutare libertà di movimento, con i risultati che ormai conosciamo: aperture sugli esterni, imbucate centrali e tutto il resto. Mastica stranamente qualche pallone di troppo nel momento in cui la squadra pecca di frenesia. Ma è solo una flessione momentanea prima del rush finale in cui detta i tempi con invidiabile raziocinio. E’ lui a imbeccare Righetti per il cross decisivo.

IACCARINO 5.5 Le assenze di Ionita e Mawuli gli regalano la seconda presenza consecutiva da titolare. Approccia la partita con il piglio giusto, becca il giallo per una trattenuta su Tenkorang e soprattutto rischia grosso quando affonda il tackle sul ghanese proprio davanti alla panchina del Ravenna. Per fortuna Madonia giudica regolare l’intervento e non cambia idea nemmeno dopo l’Fvs, mentre i 7mila sugli spalti sudano freddo. Bucchi, per non sfidare ulteriormente la sorte, lo cambia nell’intervallo (1′ st Cortesi 6 Un po’ mezz’ala, un po’ sottopunta. Pochi palloni toccati, qualche buona idea nel fraseggio di prima a ridosso dell’area giallorossa. L’idea di sfondare con l’uno-due non era sbagliata).

PATTARELLO 5.5 E’ un momento un po’ così per il 10, che si fa un mazzo tanto ma non trova più il guizzo dei bei tempi. Corre come un forsennato su e giù, a volte tagliando il campo in cerca di spazi e intuizioni. Eppure c’è sempre qualcosa di traverso: uno stinco avversario, un controllo sbagliato, un dribbling di troppo. Una delle poche partite in cui non riesce a tirare in porta (40′ st Arena ng).

RAVASIO 5.5 Un paio di conclusioni complicate durante il forcing del secondo tempo sono gli unici squilli in una gara appiccicosa per lui. Dentro c’è pure un errore da matita rossa, sulla trequarti avversaria, che innesca una ripartenza pericolosa del Ravenna e Bucchi furioso in panchina. La generosità non gli fa difetto, stavolta manca il resto (23′ st Cianci 7 Gli capita subito la palla che Ravasio aveva atteso invano. Bravo e fortunato a farsi trovare sulla mattonella giusta: proprio lì cade il cross di Righetti spizzato da Esposito e lui, di testa, infila l’angolo dove Poluzzi non può arrivare. Realizza un gol pesantissimo dopo aver assaggiato la settima panchina consecutiva: segno di intelligenza e senso del dovere).

TAVERNELLI 5 Un recupero profondissimo per sottrarre palla a Spini viene interpretato dalla bolgia del Comunale come il prologo a una partita extra large, tutta energia e agonismo. Invece si rivela l’episodio più significativo della sua prova, stranamente apatica e impalpabile (13′ st Varela 6.5 Bello brioso, dà una scossa alla partita che, cronometro alla mano, cambia cliché con il suo ingresso. Il Ravenna si abbassa, lui gioca una quantità industriale di palloni e alla fine, dai e dai, il lavoro ai fianchi produce l’effetto sperato).