Il tecnico amaranto in sala stampa: “Il Perugia ha giocato basso, coprendo gli spazi: non era facile trovare il varco per costruire azioni offensive. Eppure abbiamo avuto tante occasioni e ne abbiamo concessa solo una. E’ un periodo così. La classifica? Non la guardavamo prima, non cominceremo adesso, non cambia niente per noi. Pattarello è qui da quattro anni, avverte il peso del momento: deve stare sereno come tutti”
Cristian Bucchi ha parlato così in conferenza stampa dopo l’1-1 contro il Perugia.
IL PAREGGIO – “A me la squadra è piaciuta, nonostante sia venuta fuori una partita complicata come avevo previsto. Il Perugia ha giocato basso, con raddoppi costanti, coprendo tutti gli spazi: non era facile trovare il varco per costruire azioni offensive. I ragazzi sono stati bravi a non mollare mai e soprattutto a concedere pochissimo agli avversari: a parte il gol di Montevago, nato da una punizione laterale, non ricordo occasioni per loro. Noi invece ne abbiamo avute tante, concretizzandone solo una. E’ su questo dettaglio che dobbiamo lavorare”
LA CLASSIFICA – “L’Ascoli è a -2 ma non cambia niente per noi. Non abbiamo mai fatto i conti durante l’anno e non cominceremo adesso. La trasferta di Sestri Levante contro il Bra sarebbe stata importante comunque, a prescindere dai risultati di oggi e dal fatto che poi ci sarà lo scontro diretto”
IL RIGORE – “Io credo che l’intervento di Terrnava su Varela fosse da rigore netto. La sensazione è che gli arbitri, quando vanno all’Fvs, tendano a conservare le decisioni prese sul campo. Cambiano solo di rado. Detto questo, non possiamo diventare giudici noi”
LA TESTA – “In casa non vinciamo da tre partite, è vero, ma io non ho visto prestazioni scadenti della squadra. Anzi, contro il Ravenna, contro la Ternana e contro il Perugia avremmo meritato molto di più. Il calcio è questo, ci sono periodi in cui gli episodi girano contro. Ma non sono preoccupato, fermo restando che la testa adesso incide molto sulle prestazioni. Mancano sei giornate per noi, cinque per Ascoli e Ravenna. E’ normale che il peso delle partite sia diverso rispetto a prima”
PATTARELLO E GUCCIONE – “Emiliano sente molto il momento, è qui da quattro anni e avverte il peso della responsabilità. Da una parte lo capisco ma deve evitare di cadere nell’errore che sta facendo ultimamente, cioè voler risolvere le partite da solo. Gli serve serenità. Guccione ha un bel piede ma le punizioni le prova poco anche in allenamento, probabilmente perché pensa che i compagni le calcino meglio di lui”
IACCARINO – “L’organico nostro è importante, tutti possono giocare dall’inizio. Ho fatto una scelta tecnica e non solo: Guccione è sempre stato il nostro faro, avevamo bisogno del suo gioco lungo e per questo ho scelto lui. Iaccarino comunque può darci tanto anche da subentrato, come è accaduto oggi”











