Oggi l’Ascoli ha dilagato 3-0 a Forlì ma per gli amaranto cambia poco: c’è solo da vincere per avvicinare il traguardo della promozione. Infermeria affollata, diversi ballottaggi in formazione, Arena verso la prima da titolare. Si va verso un altro pienone allo stadio, con tremila bandiere a sventolare sugli spalti. Livorno senza tifosi al seguito e con una maglia commemorativa per ricordare Morosini a distanza di 14 anni dal malore fatale in campo. Calcio d’inizio alle 17.30

Chi un affaticamento, chi un malanno più serio, chi un virus, fatto sta che l’Arezzo si presenta al derby con il Livorno con una lista di acciaccati di cui Bucchi avrebbe volentieri fatto a meno. Ma il calcio è questo e comunque non è più tempo di stare troppo a rimuginare sulla formazione, sul modulo, sul piano gara. C’è solo da vincere, compito che alla squadra in stagione è riuscito 21 volte su 33 partite. E’ vero che l’ultimo periodo, specie in casa, è stato più frastagliato ma l’allenatore non ha torto quando dice che gli episodi hanno spostato risultati, analisi e giudizi.

Domani comunque sarà un’altra storia. Le recenti difficoltà hanno compattato ancora di più il pubblico a fianco dei calciatori. Lo dimostra il clima elettrico che si respira in città, la prevendita che si chiuderà con un altro sold out o giù di lì, le tremila bandiere che si uniranno ad altre centinaia di sciarpe e vessilli per colorare lo stadio e spingere gli amaranto verso tre punti di fondamentale importanza.

Il Livorno ha già centrato la salvezza, obiettivo che prima dell’arrivo di Venturato in panchina non era così scontato. Scenderà in campo al Comunale nove giorni dopo il 3-0 al Gubbio, poi nel prossimo turno osserverà il turno di riposo e all’ultima giornata farà visita al Pontedera già praticamente retrocesso. E’ chiaro che le motivazioni sono quelle che sono, nonostante resti aperto un piccolo spiraglio playoff, ed è questo un grimaldello che l’Arezzo dovrà sfruttare per fare la differenza fin da subito, senza sottovalutare un avversario con ottime qualità dalla cintola in su. Peralta, Di Carmine, Dionisi, per citarne tre, sono calciatori di talento ma stavolta la partita dovrà scorrere su altri binari. Dettaglio che merita la menzione: il Livorno, senza tifosi al seguito per il divieto di trasferta, indosserà una maglia commemorativa per ricordare Piermario Morosini, centrocampista che ebbe un malore fatale in campo, a Pescara, il 14 aprile 2012.

Nell’Arezzo sono tanti i ballottaggi aperti, anche a causa degli infortuni che qualche giocatore si trascina dietro. Renzi e Gilli si sono allenati pochissimo in settimana, quindi è probabile che tocchi a De Col e Coppolaro nei ruoli di terzino destro e centrale di difesa. In mezzo al campo Guccione, Iaccarino e Viviani si contendono la maglia di play, con Ionita sicuro nell’undici. Chierico e Mawuli in lotta per l’altro posto. In attacco, stando alle indicazioni della partitella di giovedì, dovrebbe toccare a Tavernelli, Cianci e Arena, alla prima da titolare in amaranto.

Calcio d’inizio alle ore 17.30 in uno stadio che si preannuncia caldo come e più dei precedenti big match contro Ravenna e Ascoli. I bianconeri oggi hanno dilagato 3-0 a Forlì ma per l’Arezzo cambia poco. L’obiettivo sono i tre punti per avvicinare il traguardo della serie B, che sarebbe il giusto coronamento dopo un’annata ad altissimi livelli.