Venturi subisce gol in trasferta dopo 786 minuti: non succedeva dal 3 gennaio a Forlì. Mawuli e il cuore oltre l’ostacolo, Iaccarino costante ma monocorde, Cianci decisivo nelle prime due realizzazioni, restyling Tavernelli che ritrova la segnatura. Pattarello subentra, si procura e trasforma il rigore, poi offre un assist
Le pagelle di Pineto-Arezzo.
VENTURI 6 Il Pineto è sterile, in attacco latita e la serata sembra scorrere placida verso una fine indolore. Poi invece El Haddad s’inventa un numero da serie A, bucandolo dopo 786 minuti di trasferte senza neanche un gol al passivo. L’ultima volta era successo il 3 gennaio a Forlì. Peccato ma l’importante erano i tre punti.
DE COL 6 Preferito di nuovo a Renzi, nonostante non sia al top della condizione esattamente come il compagno. Ci mette esperienza e presidio della corsa. Più contenimento che spinta, come logica impone.
COPPOLARO 7 Aitante e sul pezzo. Solo un disimpegno troppo superficiale che per poco non produce una palla gol per gli avversari. Ma è una macchia che non sposta il giudizio su una prestazione molto positiva (13′ st Gilli 6).
CHIOSA 7 Costringe Coppolaro a spendere il giallo per un passaggio sbagliato in costruzione, che il Pineto trasforma in un break potenzialmente pericoloso. Unico neo di una partita gagliarda, di personalità. Capitano di grande rendimento nel girone di ritorno.
RIGHETTI 6.5 Ha tanta energia da spendere, roba che in questo momento è di importanza vitale. Primo e secondo tempo macinati con intraprendenza. Scelte da rivedere in zona assist, serviva più freddezza nel primo tempo con Cianci libero in mezzo all’area.
MAWULI 6.5 Il cuore oltre l’ostacolo. Arezzo in possesso praticamente costante, che lui accompagna e fortifica con le sue qualità: fisicità, recupero palla, inserimento. Sfiora di nuovo il gol, come con Campobasso, Perugia e Livorno, e di nuovo la sorte gli nega la soddisfazione personale. Forse rimandandola a domenica prossima (27′ st Viviani 6).
IACCARINO 6.5 Mette ordine e si dà da fare. Moto perpetuo in quanto a movimento incontro, conduzione di palla, proposte di gioco. Apprezzabile costanza, un po’ monocorde (27′ st Guccione 6).
IONITA 8 Signore e signori, un giocatore fuori categoria. Tatticamente impeccabile, con un carisma debordante cui si accodano i compagni. Secondo gol consecutivo, anche questo per schiodare lo 0-0 e spazzare via l’ansia che si tagliava con il coltello. Un tiro a pelo d’erba che s’infila all’angolino, sintesi di tecnica e qualità. Leader assoluto.
ARENA 7.5 Seconda presenza da titolare, primo gol in amaranto. Firma una giocata alla Pattarello, entrando dentro al campo per ritagliarsi lo spazio per la conclusione e disegnando una traiettoria a fil di palo. Vivace e propositivo anche in precedenza, senza paura di prendere la palla né le legnate di un arcigno Borsoi (22′ st Pattarello 7 Pineto si conferma campo portafortuna: quarta partita per lui al Pavone-Mariani e quinto gol. Si procura e trasforma il rigore dell’1-3, interrompendo il digiuno personale che durava dall’8 febbraio. Poi disegna un assist mirabile per il poker di Tavernelli. Rifiorito a pochi giorni dalla partita dell’anno).
CIANCI 7 Ha vissuto una settimana tribolata per acciacchi vari ma in campo non si nota. Duella e sportella con la consueta vigoria, partecipando in modo attivo alle prime due segnature. Suo l’invito al tiro per Ionita, sua la pulizia della palla per innescare il 2-0 di Arena. Potrebbe anche buttarla dentro in prima persona ma tenta il colpo sotto e fallisce l’obiettivo (33′ st Ravasio 6).
TAVERNELLI 7.5 Moto perpetuo a sinistra, ripiegando e attaccando con quella dedizione che fa parte del suo dna. Ammonito per un ripiegamento profondissimo, vicino al gol nel primo tempo, a bersaglio in pieno recupero con una deviazione sottomisura su assist di Pattarello. Contro Livorno e Pineto è tornato in grande spolvero, un restyling preziosissimo.












