La stagione è finita con lo 0-1 di Benevento, senza rimpianti e con la soddisfazione di aver riconquistato una nobile dimensione. In passato la cadetteria ha sempre rappresentato il picco massimo per la società: quando si è tentato di alzare la cresta, sono arrivate le mazzate e l’Arezzo è risprofondato giù. Stavolta, facendo le cose a modo, abbiamo l’occasione per invertire il trend e battere sentieri calcisticamente inesplorati

SALUTI – La stagione è finita con uno 0-1 di rigore a Benevento, indolore come poche altre sconfitte nella storia dell’Arezzo. Peccato che la squadra sia arrivata esausta e incerottata a questa Supercoppa, altrimenti avrebbe potuto giocarsela con maggiori chance di successo. Ma tant’è, di rimpianti ne abbiamo seminati ben altri in 103 anni, mentre questo è svanito già stamani dopo una buona dormita.

LA SERIE B – Per qualche giocatore, quella di ieri è stata probabilmente l’ultima apparizione in amaranto. Per qualcun altro, l’avventura andrà avanti. Il regolamento per comporre le liste in serie B è diverso dalla Lega Pro e obbligherà il ds Cutolo a fare una scrematura. L’anno prossimo potranno essere utilizzati al massimo 18 calciatori over nati fino al 31 dicembre 2002 (lista A); 2 calciatori “bandiera” di proprietà che abbiano disputato almeno quattro stagioni consecutive nel club (vale anche il settore giovanile) (lista B); un numero illimitato di calciatori nati a partire dall’1 gennaio 2003 (lista C). Considerando che la rosa andrà potenziata e puntellata, ci sta che i cambiamenti non siano pochi, anche se la parola d’ordine è continuità. E quindi uno zoccolo duro resterà sicuramente.

LA ROSA – L’Arezzo di quest’anno ha soltanto due calciatori in scadenza di contratto, che sono il portiere Venturi e il difensore Di Chiara, mentre Iaccarino è in prestito secco dal Napoli. Gli altri sono tutti vincolati, compresi quelli che rientreranno in amaranto per fine prestito come Coccia (2002, ora alla Pianese) e Damiani (2003, ora all’Arzignano). L’elenco, in prospettiva serie B, comprende questi nomi.

Lista A) 19 calciatori – Chiosa (1993), Coccia (2002), Coppolaro (1997), De Col (1993), Gigli (1995), Gilli (1997), Righetti (2001), Tito (1993), Chierico (2001), Guccione (1992), Ionita (1990), Mawuli (1998), Viviani (2000), Arena (2000), Cianci (1996), Cortesi (1998), Ravasio (1998), Tavernelli (1999), Varela (1998)
Lista B) 2 calciatori – Trombini (2001), Pattarello (1999)
Lista C) 8 calciatori – Galli (2006), Casarosa (2007), Renzi (2004), Damiani (2003), Ferrara (2007), Perrotta (2004), Concetti (2006), Sussi (2007)

IL FUTURO – La promozione in serie B in passato ha sempre rappresentato il picco massimo per la società: quando si è tentato di alzare la cresta, sono arrivate le mazzate e l’Arezzo è risprofondato giù. Stavolta, facendo le cose a modo, abbiamo l’occasione per invertire il trend e battere sentieri calcisticamente inesplorati. Il presidente Manzo ha indicato l’Atalanta come modello da seguire, mentre in queste ore rimbalzano sui social le dichiarazioni colme di senno di Maurizio Stirpe, presidente del Frosinone. Due anni fa era retrocesso in B, sabato è tornato in A per la quarta volta senza mai perdere il bandolo della matassa: equilibrio, investimenti ponderati, competenze al posto giusto. Frosinone non era mai stata una piazza d’élite eppure lo è diventata, a noi non manca nulla per compiere lo stesso percorso. Con questo anelito di speranza, si chiude un viaggio in 39 tappe che ci ha riportati in una nobile dimensione. Godiamocela e, quando sarà il momento, teniamola di conto