Il primo giugno 2026 resterà nella storia per l’avvio dei lavori di riqualificazione del Comunale. Del sindaco Ghinelli e del presidente Manzo le prime picconate alla gradinata, poi in azione la ruspa alla presenza di autorità, sponsor e stampa. Fuori un nostalgico striscione dei tifosi
Sembrava la bocca di un dinosauro che addenta la preda. Invece era solo la pinza meccanica che ha inferto il primo colpo al rudere della Maratona, settore glorioso dello stadio Comunale destinato a essere demolito nel giro di qualche settimana. Mentre all’interno dell’impianto applaudivano e brindavano dirigenza amaranto, autorità, sponsor e stampa, fuori qualche tifoso di gran cuore e buona memoria aveva appeso uno striscione con su scritto: “Se questi gradoni potessero parlare… vecchia Maratona, quante storie avresti da raccontare”.
Passato, presente e futuro si sono intrecciati nel giorno del taglio del nastro, affidato alle forbici del sindaco Alessandro Ghinelli in una delle sue ultime uscite pubbliche con la fascia tricolore addosso: “Tutto merito del presidente dell’Arezzo se oggi siamo qui. Ha avuto coraggio, audacia e visione. L’augurio che gli faccio, e che rivolgo a tutta la città, è vedere la squadra salire sempre più in alto. Adesso abbiamo riconquistato la serie B ma spero che, al termine dei lavori, i tifosi possano toccare anche la serie A”.
Sorridente e carico come sempre Guglielmo Manzo: “Da parte mia non posso che ringraziare il Comune per il sostegno che ci ha dato nel corso degli anni. Abbiamo concluso l’iter burocratico in tempi brevissimi e adesso ci accingiamo a partire con i lavori in un cantiere a suo modo storico, visto che sarà il primo in Italia aperto secondo i dettami della nuova legge stadi. L’Arezzo continuerà a giocare sempre qui, anche durante gli interventi di riqualificazione: è un impegno che mi ero preso con i tifosi e che manterremo senza se e senza ma”.
Il presidente amaranto, insieme al sindaco, ha vibrato un paio di picconate alla gradinata. Poi ha chiamato accanto a sé e a Ghinelli il capocantiere, Pino Manni, e gli ha affidato il compito di suonare la sirena. E’ stato quello il segnale che ha azionato le fauci del dinosauro per alcuni simbolici morsi ai gradoni della Maratona. Il tutto davanti al presidente della Regione Eugenio Giani, alla consigliera regionale Roberta Casini, al prefetto Clemente Di Nuzzo, agli assessori Francesca Lucherini e Federico Scapecchi, al comandante della polizia locale Ameglio Menguzzo. E ai candidati a sindaco Vincenzo Ceccarelli e Marcello Comanducci: nel 2030 toccherà a uno di loro indossare la fascia di Ghinelli e inaugurare lo stadio nuovo come fece Amintore Fanfani nel 1961.












