Il club è in mano al costruttore D’Agostino, proprietario di due emittenti televisive, ex deputato, attualmente sindaco di Montefalcione, suo paese d’origine, e segretario provinciale di Forza Italia. In panchina siede il campione del mondo, che ha a disposizione una rosa competitiva e con tanti ricambi. Contro l’Arezzo probabile 4312. L’esperto difensore Izzo e l’attaccante Biasci gli elementi top
AVELLINO, POLITICA E TV – Finalmente è campionato. Dopo i turni di Coppa Italia, gli amaranto riassaporano il campionato di serie B nella trasferta del Partenio Lombardi contro l’Avellino. La società dal febbraio 2020 è di proprietà di Angelo Antonio D’Agostino, imprenditore che opera nel settore delle costruzioni: nel 2011 ha creato la D’Agostino Costruzioni Generali, che negli anni ha progressivamente diversificato le sue attività includendo il settore energetico, la distribuzione e commercializzazione di metano ed energia elettrica e le rinnovabili. Proprietario di due emittenti televisive, Prima Tivvù e Telenostra, è stato deputato dal 2013 al 2018, attualmente sindaco di Montefalcione, suo paese d’origine, e segretario provinciale di Forza Italia.
IL PLURIDECORATO NESTA – Da questa estate sulla panchina irpina siede un mister che non ha bisogno di grandi presentazioni, soprattutto per la sua carriera da giocatore, Alessandro Nesta. Romano classe ’76, uno dei difensori più forti nella storia del calcio nostrano, ex Lazio e Milan, in carriera vanta 3 campionati, 4 coppe Italia, 2 Champions, una coppa delle Coppe, 3 Super coppe europee, un mondiale per Club e con la nazionale ha vinto il Mondiale nel 2006. Appesi gli scarpini al chiodo nel 2014, è entrato a far parte dello staff tecnico dei Montréal Impact. Nell’agosto 2015 accetta la panchina del Miami FC, nel campionato NASL, dimettendosi nel novembre 2017. Il 14 maggio 2018 diventa allenatore del Perugia che guida nell’ultima giornata di campionato e nella prima gara play-off, perdendo però il Venezia. Confermato sulla panchina del Grifo, chiude il campionato al 9° posto, partecipa alla post season per l’esclusione dal campionato del Palermo, ma è eliminato dal Verona. Nell’estate 2019 passa al Frosinone, lo porta ai play-off come ottavo, perdendo la finale contro lo Spezia. L’anno successivo però è esonerato dal club ciociaro a marzo ’21. Torna in panchina nel 2023 con la Reggiana, neopromossa in B, conducendola a una agevole salvezza. Nel giugno 2024 il Monza lo chiama in A, viene esonerato a dicembre, a febbraio è richiamato, ma non riesce ad evitare l’ultimo posto e la retrocessione. Lo scorso 8 giugno la chiamata dell’Avellino. Suo vice è Lorenzo Rubinacci, alla guida della Primavera dell’Arezzo dal 2005 al 2007, mentre come allenatore dei portieri c’è Max Benassi.
MERCATO APERTO – Nel mercato estivo, fino ad oggi, il ds Mario Aiello ha acquistato i portieri Sassi (Atalanta) e il classe ’06 Tommaso Martinelli (Fiorentina), accostato anche agli amaranto. Dal Torino è arrivato l’attaccante Spadoni, dalla Juventus il terzino Moruzzi, cresciuto nella Sangio, scorso anno a Empoli, e il centrocampista Faticanti, protagonista nella Next Gen, con una presenza nella nazionale maggiore lo scorso giugno contro la Grecia. Dall’Inter sono stati tesserati il mediano Di Maggio, scorsa stagione al Padova, e Berenbruch, ex Under 23. Acquistati dal Venezia il centrale Venturi e l’attaccante ceco Fila. Importanti le riconferme di Cancellotti, Simic, dell’ex amaranto Marco Sala, di Palumbo, ma soprattutto di Palmiero, Biasci e Armando Izzo. Il mercato non è ancora terminato né in entrata (si cerca un terzino destro, Oyono del Frosinone o Cinquegrano o Missori, il favorito, del Sassuolo) mentre è questione di giorni per l’arrivo di Licina dalla Juve. In uscita l’Avellino ha praticamente piazzato tutti i suoi esuberi, tranne Roberto Insigne (dato vicino al Cesena) e Cosimo Patierno.
OBIETTIVI AMBIZIOSI – L’Avellino vuol ripetere l’ottima stagione vissuta nello scorso campionato, quando è arrivato ottavo, perdendo poi il primo turno play-off contro il Catanzaro (3-0). La squadra non è stata stravolta più di tanto, ma il cambio in panchina, da Ballardini, che aveva sostituito in corsa Biancolino, a Nesta, qualcosa di nuovo potrebbe portare. La stagione ufficiale è iniziata con una pesante sconfitta in Coppa Italia a Monza (3-0), dove l’Avellino ha pagato le ingenuità dei singoli in difesa, Simic su tutti, gli errori di impostazione (da un errato rilancio di Izzo è nato il 2-0) e dove in mediana la squadra ha sofferto il pressing dei brianzoli. La squada ha avuto un atteggiamento un po’ troppo remissivo, la manovra non è stata fluida, portando pochi palloni giocabili agli attaccanti. Battuta d’arresto arrivata a sorpresa, dopo un buon precampionato, dove soprattutto nell’amichevole contro il Torino i biancoverdi avevano mostrato buone cose.
CARATTERISTICHE – L’Arezzo avrà di fronte una squadra che sfrutta le corsie laterali, una linea difensiva guidata dall’esperto e coriaceo Izzo, con la manovra che passerà dai piedi di Palmiero o Sounas e dove bisognerà fare attenzione alle qualità tecniche di Besaggio. Faticanti, giocatore con buona visione di gioco, è ancora lontano dalla forma migliore. Tra le linee Russo, accostato all’Arezzo anche a gennaio scorso, rilanciato da Ballardini, con in avanti Biasci, Fila, Pandolfi, passato in amaranto nella stagione 2019-20 bloccata dal Covid, e Favilli.

MODULO E FORMAZIONE – Nesta probabilmente si affiderà al 4312, ma negli ultimi giorni sta provando un ultra offensivo 442.
Formazione data in buone condizioni fisiche, che non sembra avere giocatori in dubbio per l’esordio in campionato. In porta Martinelli dovrebbe essere preferito sia a Sassi che al più esperto Iannarilli, sulle corsie difensive a destra Cancellotti, a sinistra Moruzzi in vantaggio su Sala, con la coppia centrale composta da Izzo e Simic. In mediana Palumbo mezz’ala di destra, Baseggio a svolgere lo stesso ruolo sul lato mancino, con Palmiero a dettare i tempi e Sounas o Di Maggio come possibili alternative. Tra le linee Russo, in avanti la coppia Fila-Biasci favorita su Pandolfi e Favilli. In caso di modulo più offensivo la cerniera centrale sarebbe formata da Baseggio e Palmiero, con Palumbo e Russo sugli esterni con compiti decisamente offensivi.
ELEMENTI TOP – I giocatori cardine sono Armando Izzo e Tommaso Biasci. Il primo è un difensore centrale arrivato ad Avellino lo scorso gennaio dal Monza. Classe ’92, napoletano, cresciuto nelle giovanili del club azzurro, in carriera ha indossato tra le altre le maglie di Triestina, Avellino, Genoa, Torino e Monza, mettendo assieme oltre 400 presenze tra i professionisti e 3 gettoni con la Nazionale maggiore. Per il centrale si è trattato di un ritorno in Irpinia, avendo indossato la maglia biancoverde da gennaio 2012 a giugno 2014. Difensore che fa della “garra” e dell’aggressività il suo marchio di fabbrica. Non troppo strutturato ma discreto nel gioco aereo, abile in marcatura e nelle letture. E’ uno a cui piace il duello con l’attaccante avversario, che non ha paura nel tentare l’anticipo. È sicuramente il giocatore più temperamentale della rosa di Nesta, a volte non troppo preciso in fase di prima costruzione. Nei mesi scorsi è finito al centro del gossip per la sua love story con Raffaella Fico. Tommaso Biasci, pisano di San Giuliano Terme, è salito alla ribalta quando vestiva la maglia della Massese in D, poi per lui Carrarese, Carpi, Padova, quindi in B Catanzaro e l’approdo ad Avellino nell’estate 2025. Reduce da una stagione con 12 reti all’attivo, tra cui una tripletta al Cesena, è punta moderna che ama svariare sul fronte offensivo, buona tecnica di base, bravo ad attaccare la profondità. Buon fiuto del gol, intelligente a livello tattico e abile a legare il gioco offensivo.
PRECEDENTI – Ultimo confronto al Partenio tra le due squadre risale al 18 marzo 2006, campionato di B, quando gli amaranto si imposero per 0-2 grazie alla doppietta di Daniele Martinetti. Nota a margine, l’Avellino ha un tabù da cancellare. I biancoverdi perdono all’esordio in campionato dal 2022 (4 ko di fila). Ultimo successo nel 2020, quando si imposero 1-0 a Viterbo: tra l’altro era la seconda giornata di campionato, perché il turno precedente con la Turris era stato rinviato per impraticabilità di campo.












