Si salvano solo Righetti e Cianci nel pomeriggio nero del Bentegodi. Primo tempo di sofferenza attiva, ripresa d’inferno: esordi da dimenticare per Coppolaro e Cagnano, impreciso e infortunato Iaccarino, fuochi fatui di Sala
Le pagelle di Verona-Arezzo.
NUNZIANTE 5 Porta a casa una manita dolorosa per tutti, figurarsi per lui che deve raccattare i palloni in fondo alla porta. Tra i pali fa il suo ma due volte esce in modo scriteriato fino all’esterno dell’area, lasciando la porta sguarnita. Livramento e Sarr non sfruttano le occasioni per pura casualità.
RENZI 4.5 Dalle sue parti transita Sarr che, cv alla mano, vanta 16 presenze in Ligue1 e 55 in serie A. Così, giusto per ricordare chi aveva di fronte l’Arezzo. Ebbene, lo svedese di origini africane neanche brilla granché, facendo tanto fumo senza spaccare. Dopo un primo tempo sofferto ma tignoso, il terzino passa a fare il quinto e naufraga insieme ai compagni, con Cerbone che lo brucia in occasione del 3-0.
GILLI 5 Nell’Hellas ci è cresciuto e il Bentegodi non gli incute timore. Per 45 minuti, pur ballando talora, regge l’urto gialloblu, alimentato da un possesso palla pressoché costante e da un pressing asfissiante. Mulattieri (89 presenze e 27 gol in B) è ben marcato, di rischi veri Nunziante ne corre solo uno quando abbandona l’area senza motivo. Poi nella ripresa cambia la musica e, da centrale del reparto a tre, finisce travolto con gli avversari che sbucano da ogni dove.
ILLANES 4 La solita padronanza, la solita personalità per 39 minuti, nonostante qualche folata veronese gli crei dei grattacapi. All’improvviso legge male una palla banalissima, Mulattieri lo frega nel corpo a corpo e lui lo mette giù, scrivendo l’epitaffio sul match. Meglio lasciarlo andare e rischiare l’1-0, che beccare il rosso e rischiare la goleada. Cosa che difatti è accaduta.
RIGHETTI 6 Lui si salva, anche dentro un secondo tempo costantemente sotto pressione. Rimedia all’uscita avventata di Nunziante con un recupero prodigioso che stoppa Livramento, olandese naturalizzato capoverdiano che ha giocato gli ultimi Mondiali e che ha già messo piede in serie A. Anzi, lo cancella dal campo fino a quando Baroni non lo richiama in panca. Protagonista suo malgrado nell’episodio che schioda lo 0-0: Zappa (165 presenze in A) lo travolge prima di deviare in gol, per Zufferli è un semplice contatto di gioco e la gara, di fatto, finisce lì.
IONITA 4 Onori e oneri per re Artù, che ad Avellino l’aveva decisa non solo con il gol ma anche con la personalità, l’esperienza, le letture. E che con il Palermo aveva lavorato tatticamente in modo magistrale. A Verona, da ex, invece si squaglia. Sballottato già nei primi 45 minuti, viene giù come un fuscello dopo l’intervallo. E se si smarrisce lui, crolla tutto il castello.
IACCARINO 4.5 Impreciso, pasticcione, compassato e poi anche infortunato, con il ginocchio che gira in modo innaturale. Preso in mezzo da Bernede (oltre 60 presenze in Svizzera, 29 in serie A) e da un indiavolato Le Borgne (nazionale francese under 20), è stato assente ieri e rischia di esserlo anche a Empoli venerdì. Speriamo bene (15′ st Viviani 5 L’ingresso in gara, con l’Hellas avanti di due e il campo in salita verso Leali, è una condanna a morte più che un’opportunità. Difatti non la struscia praticamente mai né riesce a fare muro. Disastro).
SALA 5 Ogni tanto piazza qualche fiammata delle sue ma sono fuochi fatui che non illuminano e non scaldano. Senza il sostegno della squadra, corre tanto ma corre a vuoto, inseguendo avversari che non raggiunge e invocando palloni che non riceve. Iannoni lo pianta in asso con un funambolismo, dentro l’area, e va a propiziare il terzo gol (40′ st Mawuli ng).
TAVERNELLI 5 Non sta bene e si sapeva. Il campo lo conferma: sgassate in quarta marcia, niente guizzi, qualche lampo isolato. Poca roba, poi Bucchi gli risparmia 45 minuti di mattanza (1′ st Cagnano 4 Per il debutto in amaranto, Bucchi lo relega a fare il braccetto di sinistra nella difesa a tre. Lui, terzino mancino, si adatta ma trascorre tre quarti d’ora infausti, con Mulattieri che gli salta in testa per il raddoppio e gli avanti veronesi che imperversano. Da quella parte oltretutto viene a giocare Suslov, nazionale ceco, 63 presenze in A, quasi 100 in Olanda, ed è un tormento ininterrotto).
CIANCI 6 Fa il suo, a cominciare da un velo dopo pochi minuti che apre il campo a Sala e propizia un contropiede che sembrava l’alba di un’altra partita vivace. La squadra si sgretola, lui no, vincendo diversi duelli con il lungagnone Edmundsson. Esce troppo presto (1′ st Cerri 5 Un po’ meglio dello spezzone con il Palermo, anche se ancora deve lavorare. Con il Verona padrone del campo e l’Arezzo in dieci che non riparte mai, era disegnato il quadro tattico peggiore per uno con le sue caratteristiche morfologiche. Le uniche due palle alte che sono piovute in area, comunque, le ha prese lui).
ARENA 4 Fuori fase fin dall’inizio. Palloni controllati male, stop imprecisi, errori marchiani e insoliti per uno come lui. Bucchi probabilmente lo avrebbe lasciato negli spogliatoi all’intervallo, il rosso a Illanes ha solo anticipato i tempi (40′ pt Coppolaro 4 Esordio shock dopo la pubalgia, l’intervento chirurgico e la preparazione differenziata. 56 minuti d’inferno con il Verona più forte, con la bava alla bocca e in superiorità numerica. Non si sarebbe salvato nemmeno il Cannavaro di Germania 2006 probabilmente, impensabile potesse farlo lui nel contesto di cui sopra).












