Il tecnico in sala stampa a due giorni dalla trasferta di Castellammare di Stabia: “Affrontiamo un avversario che, nonostante le difficoltà societarie, ha fatto un buon mercato e buoni risultati. Dovremo adattarci in fretta al sintetico e all’ambiente caldo, voglio una squadra che lotti e tiri fuori le sue doti. Chiosa? Non posso che parlarne bene come ragazzo, come professionista e come capitano”

Cristian Bucchi ha parlato in conferenza stampa a due giorni dalla partita di Castellammare contro la Juve Stabia.

L’AVVERSARIO – “Affrontiamo una squadra che ha fatto un buon percorso sul campo, con buoni risultati. Ha qualità, è centrata nella categoria, con un ambiente caldo e un sintetico che non conosciamo bene. Dovremo adattarci velocemente alle condizioni ambientali e dare tutto per tanti motivi: il nostro obiettivo è noto, va messo il focus su questa partita. Ci serve intelligenza, con lo stesso spirito dimostrato contro l’Ascoli e un po’ più di qualità. Poi durante la pausa faremo un altro mini bilancio”

INDISPONIBILI – “Chierico ha una brutta ferita alla gamba, fino a ieri non correva. Vedremo nelle prossime 48 ore come evolverà la situazione. Gilli è con la squadra ma dobbiamo verificare la sua tenuta. Viviani non ci sarà, tornerà dopo la sosta”

I GOL – “In fase offensiva per adesso siamo carenti ma devo analizzare la situazione al di là dei numeri. Secondo me le occasioni le abbiamo create, il problema è che non siamo riusciti a buttarla dentro. Io guardo anche le situazioni potenziali, non solo i tiri in porta. Le scelte finali in ripartenza sono determinanti. Poi ci sono i momenti e questo è un momento in cui fatichiamo. Per quanto riguarda gli attaccanti, devono stare tranquilli, le cose possono cambiare da un momento all’altro”

BALLOTTAGGI – “La formazione devo sceglierla. A inizio stagione c’era un blocco di giocatori che conosceva i nostri meccanismi in modo più approfondito e ho puntato su di loro. Altri elementi dovevano entrare in condizione, mentre adesso il livello atletico comincia a essere mediamente equilibrato. Quindi ci sono ballottaggi più aperti rispetto a prima e vale anche per sabato”

LA TATTICA – “Domenica scorsa abbiamo scelto di stare bassi anche per le qualità degli avversari. L’Ascoli è forte nel possesso, staziona molto nell’area avversaria. Abbiamo stravolto le nostre modalità classiche di interpretazione della gara e questo ha pagato. E’ un modo di giocare che dobbiamo avere dentro di noi, potrà tornarci comodo in altre circostanze: la compattezza, la disponibilità al sacrificio sono punti di partenza. Poi dico anche che ci sarà modo e tempo per vedere un Arezzo più coraggioso e aggressivo, com’è nel nostro dna”

CAPITANO – “Ionita mai in sala stampa? E’ un giocatore che ha personalità e leadership. Non è uno che esterna, non ama i riflettori. Ognuno ha le sue caratteristiche tecniche e umane, oltre che comunicative”

CRESCITA – “La Juve Stabia, nonostante le difficoltà societarie, ha fatto un mercato importante. E poi Maistro, Di Nardo, Sibilli, Candellone, Patanè, Piscopo sono ottimi elementi per l’attacco. Per noi è importante fare punti oggi come a marzo, quando saranno ancora più pesanti. Dovremo arrivarci con una maturità che oggi è in via di definizione. Stiamo migliorando, stiamo facendo il percorso di cui ho sempre parlato”

CORAGGIO – “Temiamo la Juve Stabia e il terreno sintetico, tutte e due le cose, anche perché De Giorgio fa giocare bene le sue squadre. Ma noi dobbiamo badare a noi stessi, mi aspetto un Arezzo coraggioso con la voglia di fare una grande partita. Dovremo lottare, sacrificarci e anche puntare sulle nostre qualità migliori”

RINGRAZIAMENTI – “Chiosa ha trovato un accordo con la società per la risoluzione, i dettagli li sanno loro ed è giusto che ne parlino loro. Per quanto riguarda me, dico che questo epilogo non toglie nulla a quello che ha fatto prima. A lui come a Guccione, Ravasio, Gigli, Venturi e a tutti quelli che hanno fa parte del gruppo dell’anno scorso, io devo tantissimo, per me resteranno ragazzi speciali. Di Chiosa non posso che parlare bene come ragazzo, come professionista e come capitano”