Arezzo-Ascoli, la partita che tutti vorrebbero giocare, che sfugge a ogni pronostico, che può decidere il campionato. Da noi la serie B manca da quasi vent’anni, durante i quali le sofferenze sono state molto maggiori delle soddisfazioni. Per questo ansia e speranza si fondono in un mix difficilmente spiegabile all’esterno. Sarà una grande serata, con tanta gente allo stadio e quella fibrillazione che si avverte di rado

E’ la classica partita che tutti vorrebbero giocare, che sfugge a ogni pronostico, che può decidere il campionato. Arezzo e Ascoli sono le due squadre più forti del girone, come testimoniano i numeri relativi a gol segnati e gol subiti, oltre ovviamente ai punti in classifica. Dietro il rendimento di altissimo livello ci sono percorsi diversi, anche se travagliati entrambi: l’Ascoli è retrocesso dalla B due stagioni fa, l’Arezzo era addirittura precipitato in D nel 2021. I club hanno dovuto rifondare, passando attraverso il cambio di proprietà oppure tramite una ricostruzione tecnica molto profonda. Fatto sta che adesso, a cinque giornate dalla fine, si contendono il salto di categoria.

L’Arezzo può sfruttare una posizione di vantaggio: ha 5 punti in più, lo scontro diretto in casa e la vittoria per 2-0 dell’andata che rappresenta un ulteriore cuscinetto. Bucchi, un ex, ha lavorato bene in questi mesi, dando alla squadra un’identità tecnica e tattica precisa ma soprattutto trasmettendo quella serenità indispensabile per reggere il peso del pronostico, che fin dall’estate assegnava agli amaranto il ruolo di favoriti. I 70 punti conquistati finora sono figli di un 433 dinamico e duttile, che l’allenatore ha saputo modellare a seconda delle esigenze contingenti. L’Arezzo ha segnato molto con tanti giocatori diversi e ha incassato pochissimi gol: Cianci è a quota 12, Pattarello a 11, Ravasio a 9, Tavernelli a 8, Venturi ha tenuto la porta inviolata 17 volte su 31. Dati simili, non per caso, a quelli dell’Ascoli.

Se ciò che è accaduto nei mesi scorsi avrà un peso di rilievo nel big match di domani, o se invece la partitissima prenderà una strada in contro tendenza, non è dato sapere. Di sicuro per Arezzo rappresenta uno snodo cruciale per il presente e anche per il futuro: la serie B manca da quasi vent’anni, durante i quali le sofferenze sono state molto maggiori delle soddisfazioni. Per questo ansia e speranza si fondono in un mix difficilmente spiegabile all’esterno: sarà una grande serata, con tanta gente allo stadio e quella fibrillazione che si avverte di rado. È una di quelle notti in cui il tempo si ferma. E il cuore va più veloce del pallone.