L’impianto attuale, ex Santa Colomba, è stato costruito da Costantino Rozzi come quelli di Lecce, Avellino, Campobasso e Ascoli. Nell’anno dell’inaugurazione, il 1979, aveva una capienza di 25mila spettatori, oggi ridotta a 12.847. Dal 2010 è intitolato all’ex amministratore delegato del club e presidente del settore giovanile

Trasferta dolce, sulle note di Cavalinho e Ascolano non piangere per i tifosi amaranto diretti nell’entroterra campano. Uno di quei viaggi che gode della leggerezza sportiva di chi sa di aver già vinto la cosa più importante e peccato se non metteremo in bacheca la Supercoppa di serie C.

D’altra parte si profila comunque un viaggio di 4 ore e mezza fino a Benevento con rientro notturno, considerato che si gioca alle 20.30 nello stadio Ciro Vigorito, il principale impianto cittadino costruito nel 1979. Fino a quella data il calcio era di scena nello stadio Gennaro Meomartini (già Campo Littorio) che tra l’altro nel 1963 ospitò la partita di calcio tra Spagna e Libano valevole per la fase a gironi della quarta edizione dei Giochi del Mediterraneo. Negli anni ’70 viene commissionato e appaltato il progetto del nuovo stadio in via Santa Colomba (da cui prenderà il nome) all’impresa Parasiliti di Catania che però interromperà i lavori e si dovrà quindi trovare una nuova azienda per finire l’impianto. E chi era in zona il massimo costruttore di stadi? Ma naturalmente il presidentissimo dell’Ascoli, Costantino Rozzi, che infatti edificherà negli anni anche il Via del Mare di Lecce, il Partenio di Avellino, il Molinari di Campobasso e il Del Duca di Ascoli.

Proprio la squadra bianconera marchigiana ebbe l’onore di inaugurare l’impianto in una gara amichevole giocata il 9 settembre 1979 e terminata 1-1: il merito del primo gol giallorosso al Santa Colomba fu del libero Paolo Saviano. La capienza dello stadio (sviluppato su due anelli, uno superiore scoperto composto da 22 gradini, uno inferiore coperto composto da 9 gradini) inizialmente si attestava a 25.000 posti (all’occorrenza ampliabili addirittura fino a 30.000).

All’inizio del 1990, per motivi di ordine pubblico, la commissione provinciale di pubblico spettacolo subordinò l’agibilità dello stadio a una riduzione della capienza: si provvide pertanto a rimuovere metà dei posti della tribuna (il numero delle poltroncine scese a 1.300). In un secondo momento vennero realizzate alcune vie di fuga dagli spalti verso il terreno di gioco, decurtando la capienza a 20.000 unità, un afflusso comunque importante di pubblico che infatti riempì il catino per l’udienza e la Santa Messa di papa Giovanni Paolo II il 2 luglio 1990.

Nell’estate 2006 arriva la mannaia del Decreto Pisanu su tutti gli impianti sportivi italiani. La capienza viene quindi portata a 7.000 unità, previa chiusura del settore curva nord. Due anni dopo, esaudendo le richieste del management del Benevento Calcio, il comune ha provveduto a risanare completamente il terreno di gioco dell’arena (con bonifica e rizollatura del prato), a implementare nuove panchine con struttura seminterrata, ad ampliare la palestra interna e ad aprire un nuovo tunnel di collegamento tra spogliatoi e campo. Sugli spalti è stata quindi praticata la sostituzione delle poltroncine nella tribuna superiore, l’installazione di nuove sedute indipendenti in alcuni spicchi della tribuna inferiore e dei distinti superiori. L’intervento è stato completato dall’apertura di nuove biglietterie e dalla messa in opera di 26 telecamere a circuito chiuso.

Tra il 2009 e il 2010 invece si è provveduto a ristrutturare la tribuna stampa, ricavando una postazione per il personale del Gruppo Operativo Sicurezza. Il 2 novembre 2010 lo stadio cambiò denominazione per commemorare la scomparsa di Ciro Vigorito, amministratore delegato del Benevento Calcio e presidente del settore giovanile sannita.

Tra gennaio e febbraio 2011 gli ingressi sono stati dotati di tornelli, i quali sono entrati in funzione in occasione della partita di campionato del 13 febbraio 2011 contro il Viareggio; sempre nello stesso anno tutti i settori sono stati ritinteggiati nei colori giallorossi. Cinque anni dopo, l’omologazione della capienza è stata riportata a 12.847 unità.