Intervista al ds dopo la chiusura del mercato: “Olivieri lo seguo da anni, ha potenzialità inespresse, con Bucchi può esplodere. Mancuso conosce benissimo la B, è diverso da Cerri e Cianci e ha voluto fortemente venire da noi. Perché gli acquisti l’ultimo giorno? C’erano anche esigenze di budget di cui tenere conto. In difesa nessun over mi dava le garanzie tecniche ed economiche che cercavo. Dispiaciuto per Trombini, il salary cap in Lega Pro ha fermato tante operazioni. Con Tito faremo risoluzione di contratto”
Mercato chiuso dopo due mesi. Fino a gennaio parlerà soltanto il campo, anche se l’Arezzo nei prossimi giorni perfezionerà alcuni movimenti in uscita. Il ds Nello Cutolo, di ritorno da Milano, ieri ha terminato la campagna trasferimenti con quattro operazioni complessive, tutte in attacco: acquistati Olivieri dal Cesena e Mancuso del Mantova, ceduti Ravasio al Foggia e Varela alla Salernitana.
Soddisfatto di questa sessione o c’è qualche rimpianto?
Soddisfatto. Abbiamo raggiunto quasi tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati, la squadra adesso è più completa e, visto lo spirito di queste prime due giornate, può lottare per conservare la serie B.
Perché Olivieri in attacco?
Perché lo seguo da anni e ha potenzialità inespresse. E’ funzionale al nostro sistema di gioco, è duttile, può coprire più ruoli. Ha tanta esperienza in serie B e, rispetto a Varela, ci porta più conoscenza della categoria e la qualità nelle alternative che ci serviva. Olivieri deve esplodere, finora ci è solo andato vicino: ha l’età giusta e Bucchi può garantirgli quella gestione, quella capacità di farlo sentire importante, che forse gli è mancata in passato. Varela a Salerno farà benissimo, ne sono sicuro: è l’ambiente giusto per lui e lui è un elemento ideale per mister Cosmi.

Preso anche Mancuso, del quale si parlava da giorni. Perché aspettare quasi il gong?
Oltre all’aspetto tecnico c’è quello economico di cui tenere conto. Non siamo mai andati sull’extra budget e anche questo è un risultato da sottolineare. Mancuso, come Olivieri, aveva voglia di venire ad Arezzo, dettaglio fondamentale per noi. Una volta perfezionati i trasferimenti di Ravasio e Varela, abbiamo chiuso per Mancuso. E’ un attaccante diverso da Cerri e Cianci, può giocare da solo o insieme a un’altra punta. E conosce benissimo la B.
Ravasio aveva tanti corteggiatori. Il Foggia come l’ha spuntata?
Auteri l’ha richiesto espressamente, Mario è forte, va in una piazza calda che punta a vincere. Nel prestito ci sono le condizioni perché poi rimanga in rossonero.
Di Bitonto del Sassuolo, atteso per tanto tempo, alla fine è andato ad Avellino. E il difensore centrale mancino over non è arrivato. Dietro l’Arezzo è un po’ corto oppure no?
Di Bitonto l’abbiamo aspettato finché era giusto, poi ogni club fa le sue valutazioni. Si è aperta la possibilità di prendere Mancini come under e ne sono contentissimo, perché è un ragazzo forte, di prospettiva. Un profilo over che mi convincesse appieno sotto l’aspetto tecnico ed economico non c’era. Non voglio mettere dentro qualcuno solo per fare numero. In ogni caso con Gilli, Illanes, Coppolaro e Mancini sono sereno.
De Col e Chiosa non hanno trovato sistemazione. Potrebbero essere reinseriti in lista?
Hanno avuto diverse offerte ma le hanno rifiutate. Ora mi prendo 24/48 ore di tempo per decidere, voglio pensarci per bene. E’ di sicuro un ragionamento da fare e non sono uno che non cambia idea.

Con Tito si va verso la risoluzione?
Sì, credo che a breve la perfezioneremo.
Com’è possibile che Trombini non abbia trovato squadra?
E’ stato vicinissimo al Novara, poi lì hanno fatto altre scelte. In Lega Pro il salary cap ha stoppato diverse operazioni, purtroppo anche questo ha influito. Per Luca sono umanamente dispiaciuto ma si allenerà con la squadra e non sarà mai un problema per l’Arezzo.
Da Salerno giungono voci di un interessamento per il difensore Ghiglione, svincolato.
Noi siamo a posto. In questi giorni manderemo a giocare in serie D Galli, Moreschini e Sussi. Manes invece resterà in gruppo almeno fino a gennaio.
Quest’organico è competitivo per la B?
Secondo me sì. La B è un campionato tosto, competitivo ma noi ci portiamo dietro uno spirito di squadra molto forte, uno spogliatoio coeso e un’identità che ci ha consentito di affrontare Avellino e Palermo ad armi pari. Dovremo combattere fino all’ultima giornata, lo sappiamo, siamo pronti.












