Il 4 giugno 2005 per l’Arezzo si intrecciarono presente e passato: da una parte la necessità di fare punti per guadagnare la salvezza, dall’altra la presenza dell’allenatore che aveva riportato il club in B e che poi se n’era andato. Finì, come spesso succede nel calcio, con un pareggio che fece tutti felici

Il 5 giugno 2005 il destino volle rimettere un po’ di sale su una ferita ancora non cicatrizzata. La ferita si chiamava Mario Somma, l’allenatore che aveva riportato l’Arezzo in B dopo 16 anni e che poi se n’era andato verso altri lidi: se per scelta sua o per scelta del club non si era capito allora e non si è capito del tutto nemmeno oggi. Comunque, una volta portati a casa campionato e Supercoppa, Supermario salutò e si trasferì a Empoli a guidare una squadra appena retrocessa dalla A.

Per lui le cose andarono benone fin da subito. Per l’Arezzo fu un susseguirsi di gioie e dolori: di quella stagione restano in memoria il 3-1 al Catania, il 4-1 di Treviso, il 2-2 contro il Genoa di Serse e Milito, la doppietta di Spinesi al Bari, il colpaccio di Cesena nella notte dell’addio a Papa Wojtyla ma anche la batosta di Verona, il ko con il Perugia nel giorno dell’inaugurazione della nuova curva sud, la sconfitta interna con il Modena con annessa contestazione, la staffetta Marino-Tardelli-Marino in panchina. Insomma, tante cose.

Alla penultima c’era proprio Empoli-Arezzo: coreografia di casa dedicata alla Giostra del Saracino rivisitata in chiave ironica, massiccia presenza aretina in trasferta. A Somma bastava un punto per la promozione, a Marino serviva un punto per giocarsi la permanenza in categoria la settimana successiva al Comunale. La partita andai a vedermela nel settore ospiti, sciarpa al collo e un dubbio amletico: sarà partita vera o un salomonico pareggio? Venne buona la seconda opzione. A inizio ripresa segnò Coda per loro, pochi minuti dopo pareggiò Kyriazis per noi, un difensore greco che, per la disperazione, a un certo punto venne utilizzato come play di centrocampo. Quell’Arezzo era fortissimo davanti (Spinesi + Elvis + De Zerbi), discreto dietro, lellero in mezzo.

Somma quella sera badò al presente, prendendosi la terza promozione di fila della sua carriera in ascesa, e un po’ anche al passato, concedendo il punticino a molti dei suoi vecchi ragazzi. Punticino che diventò oro puro sette giorni più tardi dopo il 3-0 al Vicenza, una delle notti più adrenaliniche degli ultimi trent’anni