A Campobasso è arrivata una vittoria da grande squadra con il nono 1-0 stagionale, il 58% di possesso palla e un avversario neutralizzato nonostante fosse in un gran momento. L’Arezzo ha ritrovato anche brillantezza di gioco, diretta conseguenza della gestione senza nervi scoperti dell’allenatore. Il traguardo è un po’ più vicino
VITTORIA DA GRANDE SQUADRA – Il valore dell’avversario, le scorie della sconfitta con la Ternana, il riavvicinamento dell’Ascoli, qualche assenza pesante e il divieto di trasferta per i tifosi: quella di Campobasso era una gara cruciale per l’Arezzo, una trappola insidiosa che Cristian Bucchi, e la squadra con lui, hanno disinnescato con il piglio dei grandi. Il risultato finale, il nono 1-0 della stagione, dice molto sulla forza degli amaranto. Così come dice molto il fatto che Venturi abbia chiuso per la diciassettesima volta con la porta inviolata. Se c’è un segnale chiaro della salute del gruppo, è questo.
PARTITONA – Era tanto che l’Arezzo non giocava così bene. Lo aveva fatto a sprazzi per qualche gara ma a Campobasso ha trovato continuità nello sviluppo della manovra, ha palleggiato con efficacia e non a caso ha costruito una decina di occasioni da gol. Nel girone di ritorno è più complicato dare sfoggio di brillantezza tecnica, perché i novanta minuti si sporcano e il tatticismo prevale. Ma questa squadra ha sempre portato nel dna l’attitudine a fare la partita, riemersa prepotentemente al Molinari. Le statistiche sono chiare: 58% di possesso palla, calato per ovvi motivi nel finale dopo il gol di Iaccarino; 1.51 di Xg (l’indice di pericolosità) contro lo 0.62 del Campobasso; 14 tiri totali a 7. Gli amaranto hanno prevalso nettamente contro una squadra in gran forma. Non era scontato accadesse.
UN GRANDE PASSO AVANTI – Il dato più significativo, però, va oltre l’aspetto tecnico. Per la prima volta in stagione l’Arezzo ha vinto senza il sostegno dei propri tifosi al seguito, costretti a restare a casa dalle disposizioni punitive dell’Osservatorio. Gli amaranto hanno superato l’ennesimo ostacolo di un’annata fin qui trionfale con la serenità che Bucchi riesce a trasmettere allo spogliatoio, una qualità che incide sui risultati al pari delle letture tattiche e delle scelte di formazione. L’Arezzo, numeri e percorso alla mano, è la squadra più forte del campionato ma il campionato ancora non l’ha vinto. Avanti con fiducia.
BRAVO – Apprezzabile quello che ha detto Bucchi in conferenza stampa. E cioè che prima della partita si è scusato con Zauri per quanto successo all’andata, quando al 37′ del secondo tempo, sul 4-1 per l’Arezzo, aveva chiamato l’Fvs per un fallo di Bifulco che poi era costato l’espulsione e due giornate di squalifica al capitano del Campobasso. Rarissimo che accadano cose del genere nel calcio, dove ormai va in scena una rissa da saloon pressoché continua, dunque giusto sottolinearlo. Era stato un gesto non da Bucchi quello dell’andata, è stato un gesto da Bucchi quello di ieri.












