Il 13 aprile data cruciale per capire se la proprietà Rizzo provvederà alla ricapitalizzazione e al saldo dei creditori: intanto alla sede, ai campi d’allenamento e allo stadio Liberati è stata staccata la corrente, con la tifoseria in piena contestazione. Tra le ipotesi c’è anche quella che la squadra, la cui ultima vittoria è arrivata ad Arezzo il 4 marzo, rinunci a giocare le restanti partite. Ecco cosa succederebbe
L’ultima vittoria l’ha conquistata ad Arezzo lo scorso 4 marzo: 2-1 con i gol di Ferrante e Dubickas. Poi sono arrivate due sconfitte di fila, l’esonero di mister Liverani, la promozione di Fazio dalle giovanili, due pareggi consecutivi. Per la Ternana, attesa oggi dal recupero in casa della Juventus Next Gen, è un momento molto difficile.
La crisi societaria che va avanti da mesi, e che ha causato 5 punti di penalizzazione in classifica per non aver rispettato alcune scadenze amministrative, è arrivata a uno snodo cruciale. Stefano Bandecchi, sindaco di Terni ed ex presidente del club rossoverde, ha parlato senza mezzi termini di rischio fallimento, con il 13 aprile data spartiacque: quel giorno è fissata l’assemblea dei soci che dovrà decidere se ricapitalizzare e saldare le istanze dei creditori, oppure aprire le porte a scenari ben peggiori.
La proprietà del club è nelle mani della famiglia Rizzo, interessata alla gestione sportiva ma anche (soprattutto) al progetto stadio/clinica che si è arenato fra carte bollate e ricorsi al Tar, con il Comune di Terni e la Regione Umbria che si rimpallano le responsabilità. E’ anche per questo che è in atto una forte contestazione da parte della tifoseria verso i Rizzo e il direttore generale Mangiarano, unico dirigente a essere rimasto in sella dopo gli esoneri prima di Mammarella e poi di Foresti, considerato il manovratore della situazione.
Oltretutto è di ieri la notizia che, alla settima bolletta non pagata, per un totale di circa 70mila euro, Tip Power & Gas ha deciso di staccare la corrente alla sede di via della Bardesca, ai campi di allenamento e agli spogliatoi del Libero Liberati, dove domenica 12 aprile è in programma il derby con il Perugia. Il fornitore, come riporta Umbria7, cha atteso cinque mesi e poi ha detto basta. Ha supportato il club per tutto questo tempo lasciando la luce accesa senza incassare un centesimo e ha sponsorizzato le maglie. Ora i Rizzo hanno due alternative: pagare le bollette arretrate o far saltare il derby.
Cosa succede se la Ternana non rispetta le scadenze di aprile? Non esiste alcun automatismo che rinvii le penalizzazioni alla stagione successiva. Le norme federali stabiliscono che i punti vengano sottratti nel momento in cui arriva la sentenza: se il procedimento si chiude entro la fine del campionato, l’impatto è immediato; in caso contrario, la sanzione slitta all’anno dopo.
Poco realistico, almeno in questo momento, ipotizzare che la squadra rinunci a prendere parte alle ultime gare di campionato. I rossoverdi, oltre al recupero di oggi, devono affrontare Perugia, Bra e Pianese. Nel caso limite di una doppia rinuncia, le norme federali prevedono l’esclusione dal campionato e la cancellazione di tutti i risultati. Tuttavia, perché ciò produca effetti sulla classifica, il provvedimento deve arrivare prima dell’omologazione finale: una variabile temporale che, a ridosso delle ultime giornate, rende lo scenario quasi impossibile. L’Arezzo, in questo caso limite, perderebbe un punto in classifica, l’Ascoli sei.












