L’unico settore in piedi dal 1961, anno dell’inaugurazione del Comunale, verrà demolito a partire da lunedì. Su quei gradoni si sono consumate storie vere di calcio e passione. Chi ha tempo e voglia, ci scriva i suoi ricordi e poi li leggeremo insieme
Il primo ricordo che ho, legato alla Maratona, è del 1987. Ero lì per vedere Arezzo-Pescara 1-1, gol di Ugolotti e pareggio di Benini per loro, lanciati verso la serie A. Dall’Abruzzo erano saliti a migliaia e molti tifosi stavano anche in gradinata. O forse c’erano arrivati forzando i cancelli della curva ospiti, non lo so. Fatto sta che dopo il gol del pareggio, una fiumana di gente si lanciò verso la sud con aste di bandiera, bastoni e cinture in mano. Non ci furono scontri, almeno mi pare, ma dovette intervenire la polizia.
E’ sempre stata figa la Maratona, già dal nome. Non era la tribuna, un po’ sussiegosa e cara di prezzo, e non era la curva, classico settore popolare. Era una via di mezzo, raccoglieva pregi dell’una e dell’altra. Con il sole in faccia quando si giocava con le belle giornate e le panchine viste da davanti, dove gli allenatori passeggiavano avanti e indietro (anche se meno di oggi).

Dato interessante: è l’unico settore in piedi fin dall’inaugurazione del Comunale: 24 settembre 1961. E’ stata via via rimessa in sesto, fino alla chiusura definitiva del giugno 2007 che poi ha portato alla sua inagibilità. Il Comunale è diventato “Città di Arezzo” nel 2006, ma nel frattempo la gradinata aveva cambiato aspetto diverse volte. Per tanti anni è stata un rudere a cielo aperto, inquadrata impietosamente dalle telecamere oltre che dall’occhio umano. Poi qualcuno si è mosso a compassione: prima Euronics, poi il Comune. E il pannello che adesso la ricopre, con lo skyline della città, ha salvato perlomeno le apparenze.
Tornando ai ricordi. Visto che oggi è il 30 maggio, vorrei citare l’entusiasmo del 1982 per la gara con la Paganese, con gli striscioni Fedayn e Arezzo Ovest in bella mostra. Oppure quello del 1981 per la vittoria della Coppa Italia contro la Ternana. Oppure ancora i pienoni degli anni ’70 e ’80, quando andare lì, nonostante non ci fosse la copertura per la pioggia, faceva status. Su quei gradoni, in pratica, è nato il tifo organizzato. I cartellini pubblicitari Lebole e Famcucine. La bellissima accoglienza riservata a Serse Cosmi, alla prima da ex, quando tornò da avversario con il Genoa. Era il 23 ottobre 2004, la nuova sud non era ancora pronta e i gruppi avevano traslocato in gradinata: colpo d’occhio eccezionale, sentimenti profondi.
Lunedì si aprirà il cantiere e la Maratona, così come l’abbiamo conosciuta, inizierà lentamente a scomparire. Resteranno le fotografie, qualche filmato sgranato e soprattutto i ricordi. Perché ognuno ha il suo: la prima partita con il babbo, un gol visto da lì, una promozione, una delusione, un posto diventato abituale per anni. Se qualcuno ha voglia, lo racconti nei commenti qua oppure sui nostri canali social. Non importa che sia un grande evento o una partita storica. A volte basta un dettaglio, un volto, una domenica qualsiasi per raccontare una grande passione.











