La telefonata di Sabatino nell’ultimo giorno di mercato, il rapporto con lo spogliatoio, l’empatia con la piazza. Ma anche i ricordi di una famiglia che lo ha sempre sostenuto, la carriera da calciatore, il futuro con l’Hellas Verona. Il “generale” si è raccontato in una intensa intervista con InsideUp

Massimo Pavanel al microfono di InsideUp. L’ex allenatore dell’Arezzo è l’ospite di questa puntata del podcast, in cui ha raccontato l’indimenticabile stagione alla guida degli amaranto e alcuni risvolti inediti della sua carriera. Nato a Portogruaro nel 1967, è stato centrocampista di buon livello per poi dedicarsi alla panchina. Dopo alcune esperienze nei dilettanti e nelle giovanili di Triestina e Verona, è approdato ad Arezzo nell’autunno del 2017: la società si dibatteva in una crisi profonda, la squadra era abbandonata al suo destino, senza stipendi e con una cospicua penalizzazione in classifica. Fu proprio Pavanel a compattare l’ambiente, lanciando una “battaglia totale” che si concluse con un’incredibile rimonta e la salvezza conquistata all’ultima giornata a Carrara, il 5 maggio 2018. Per i tifosi resta una delle annate più belle di sempre e Pavanel porta ancora addosso l’appellativo di “generale” coniato per lui in quei mesi di grande pathos. In seguito ha allenato Triestina, Feralpi Salò, Padova e Casertana. L’anno prossimo guiderà la Primavera dell’Hellas Verona. Con Arezzo ha mantenuto un rapporto strettissimo che traspare dalle sue parole.

Del resto Pavanel è stato l’uomo delle emozioni. L’Arezzo gli ha dato moltissimo ma siamo di fronte a uno dei pochi casi in cui l’allenatore ha dato ancora di più, recitando cento ruoli, tutti con il cuore in mano. Mai una dichiarazione fuori posto, mai un eccesso di egocentrismo, anche quando la piazza aveva cominciato a stravedere per lui, dedicandogli un coro che non è passato di moda. Il “generale” fu l’equilibratore di un ambiente sul filo della crisi, alle prese con difficoltà inenarrabili: soltanto chi l’ha vissuta sa cosa ha significato quella stagione. Per questo Pavanel resterà sempre il vero, grande vincitore della battaglia totale. E quest’ora di chiacchierata ha confermato, come recitava uno striscione nel giorno del suo addio, che “gli allenatori si ringraziano, gli uomini si ricordano”